IL COSTO UMANO
BAVIERA, GERMANIA

La violenza è arrivata alla mia porta

Thomas aveva fondato un centro di sostegno allo studio dove i bambini facevano grandi progressi. Poi gli studenti hanno cominciato a sparire, sono circolati avvertimenti e alla fine l’ostilità è arrivata fino alla porta di casa sua.

NOME
THOMAS
PROFESSIONE
INSEGNANTE PRIVATO E FONDATORE DI UN CENTRO DI SOSTEGNO ALLO STUDIO
Il lavaggio del cervello di una nazione: Il fascicolo Scientology della Germania, di Peter Schulte

LEGGI IL LIBRO.

Per decenni, pochi argomenti in Germania hanno suscitato tante controversie quanto Scientology.

È stata oggetto di indagini. Dibattuta in Parlamento. Sorvegliata dai servizi di intelligence. Al centro di avvertimenti da parte del Governo, cause giudiziarie e innumerevoli titoli di giornale.

Ma dietro tutto questo c’era un altro fascicolo: quello del Governo stesso.

“NON CE LA FACCIO PIÙ!”

– THOMAS

LEGGI LA
TRASCRIZIONE INTEGRALE

Mi chiamo Thomas. Ho 52 anni. Vengo da una regione meridionale della Germania, la Baviera. Ho studiato sociologia e ho quattro figli.

Ho conosciuto Scientology attraverso la Tecnologia di Studio, mi piaceva e mi è stata di grande aiuto alla fine dei miei studi. Quindi, ho sempre insegnato. Davo lezioni di pianoforte e ripetizioni, per esempio, davo ripetizioni a mio fratello. Arrivavano più persone e noi… abbiamo aperto una scuola di sostegno e arrivavano sempre più scolari e universitari. E con la Tecnologia di Studio e i relativi materiali siamo riusciti ad aiutare moltissimo i bambini. I risultati erano eccellenti. E poi, un giorno c’era uno studente… avevamo un libro che descriveva la Tecnologia di Studio. Ha trovato il nome di L. Ron Hubbard e ha detto: “Oh, ma è Scientology. Oddio”. Suo padre, era nel consiglio comunale, o meglio, nel consiglio della Chiesa protestante, e questo suscitò davvero un bel po’ di scalpore. Si riunirono a porte chiuse ed erano preoccupati: “Oh, qualcuno usa Scientology”, o qualcosa di simile. Poi ci fu anche una riunione non pubblica del consiglio comunale, nella comunità in cui mi trovavo e alcuni genitori erano preoccupati. Ciò portò i bambini a non frequentare più le lezioni di sostegno. La mia famiglia fu vittima di molestie. Mio fratello fu avvicinato per strada. Furono lanciate delle intimidazioni e da lì la situazione degenerò. L’ultima fase dell’escalation fu quando mio fratello si presentò alla mia porta, una domenica, e bussò con forza, rabbiosamente. Mi afferrò per la gola e mi spinse contro il muro. Disse: “Tu puoi fare quel che vuoi, ma lasciaci fuori”. Beh, in famiglia c’era una vera discordia. Una brutta situazione.

Alla fine, dopo due o tre anni, dissi: “Non ce la faccio più”. Parlammo con tutti, con gli insegnanti, con tutti… conoscevamo così tante persone lì. Alla fine dicemmo: “Basta. Lasciamo la comunità e ci trasferiamo in città”. Beh, questo mi rese personalmente molto triste, devo dire, perché volevo soltanto aiutare.

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